The STAGE live @ CAPOLINEA (avellino)

 

 

pubblicata  giovedì 27 gennaio 2011 alle ore 23.59 ·

=Recensione gentilmente inviataci  da Rossella "Rock" Di Salvo=

 

 'Suonare insieme ad un mostro sacro dell’hard rock non capita certo tutti i giorni. E se succede, evidentemente, un motivo ci sarà. Ora, al di là dei meriti che potrebbero risultare questione secondaria, condividere il palco con il drummer dei Deep Purple, Ian Paice, per la band tributo campana “The Stage” ha significato sicuramente due cose.

 La prima – giudicando l’esibizione dello scorso 22 gennaio al Capolinea di Avellino – verrebbe di definirla “effetto folgorazione”.

 Ho ascoltato questo gruppo (voce Adam Fosso, batteria Elio Positano, organo hammond Sep Sarno, basso Diego Iannaccone, chitarra Frank Lo Parco) a novembre, praticamente un mese prima della session con lo “special one” delle pelli di dicembre, e l’avevo giudicata egregia nel complesso: concerto pulito, sound senza sbavature, a tratti trascinante. A tratti, appunto.

Chi vive di rock, quello vero, lo sa: l’empatia con il pubblico vale almeno mezzo show. E forse, come la storia insegna, mezza carriera.

Gli “Stage folgorati” non solo si sono decisamente scrollati di dosso il problema, ma hanno addirittura rilanciato, fornendo una prova ottima sotto tutti i profili: la tecnica, la resa sonora, la presa emozionale.

Certo, con classici come Burn, Highway Star o Smoke on the Water, il gioco può risultare facile. Ma distinguersi dai tanti a provarci non è da tutti. Loro ci sono riusciti, tutti e cinque.

Al punto che dettagliarne singolarmente il contributo apparirebbe odiosamente celebrativo e, soprattutto, noioso.

La seconda cosa riguarda piuttosto un interrogativo, tutto interno a “The Stage”: siamo arrivati o il bello arriva ora? La risposta la forniscono le radici… Chi vive di rock, quello vero, lo sa.

 

Eta